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BRESAOLA - LA STORIAE' un alimento di origini antichissime. Fu introdotta nella nostra Valle dai mercanti di seta che un tempo vi transitavano con i loro carichi attraverso la famosa "Via Imperiale", via che dalle Venezie portava al Centro Europa. Era un cibo che si prestava particolarmente ai lunghi periodi di conservazione e nello stesso tempo garantiva un notevole sostenimento. Ottimo alimento per sportivi, persone anziane, convalescenti e, comunque, adatta a tutte le persone per il suo gusto delicato, per il suo valore nutritivo che il tipo di carne usato offre. Si consiglia per la migliore conservazione di tenere la parte tagliata ben protetta da carta stagnola e in un luogo fresco. La slinzega ha le proprietà altamente nutritive per il suo elevato valore proteico. Viene consigliata dai medici e dietologi essendo un alimento di facile digeribilità; pertanto viene consumata sino dalla prima infanzia. E' bene conoscere che oggi il 99% delle carni per la produzione delle brisaole o delle bresaole igt e' d'importazione da Brasile o Argentina. Non si gridi allo scandalo: per le norme europee, infatti, il prodotto bresaole marchiato IGP (indicazione geografica protetta)- a differenza della DOP (denominazione di origine protetta)- non deve necessariamente essere confezionato con materie prime del territorio: basta che il metodo di lavorazioine rispetti le tradizioni locali. Solo pochissimi artigiani usano carni locali per la produzione delle bresaole "fatte come una volta" tale consumo e' destinato in proprio o per piccole nicchie di vendita. Sembra che il nome della brisaola provenga dalla vicina Engadina: a quell'epoca, secondo alcuni, le brisaole erano confezionate con carne di cervo; da qui l'origine del nome, che deriverebbe appunto dall'unione dei termini brend o breont ("cervo"), in alcune lingue indoeuropee, con la parola sale. La denominazione brisaola non e' solo di livignasca ma viene usata anche per quelle prodotte in Valchiavenna. |